AVVISO SELEZIONI SERVIZIO CIVILE

La selezione dei volontari del Servizio Civile per il progetto "Incontrare la persona detenuta: ascolto e solidarietà con i familiari" avrà luogo il 13 ottobre c.m. alle ore 15.30 presso la nostra sede in Via Napoli, 111. Per l'elenco degli ammessi e degli esclusi si rimanda al sito della Provincia di Foggia. :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

COMUNICAZIONE IMPORTANTE

Per condividere la gioia dell’evento, sabato 22 aprile 2017 – alle ore 18,00 -, in Via Napoli 111 con il rito della benedizione dei locali sarà inaugurata la nuova sede dell’Associazione Genoveffa De Troia.

A seguire la celebrazione eucaristica.

                                                                           Il presidente

                                                                       (Mario Cusenza)

 

 

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AVVISO IMPORTANTE

L'Associazione Genoveffa De Troia- dal prossimo mese di aprile, trasferirà la propria sede da Corso Graibaldi, 52 a VIA NAPOLI N. 111 (Tel. 0881/880868)

 

 

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Un ricordo: videointervista alla Presidente - Guarda il Video

GENOVEFFA E L'AMORE AL CROCIFISSO

 L’immagine di Genoveffa è legata al dolore e al silenzio;era una donna che soffriva, una donna di Dio.

 “Quando il Signore vuole servirsi di qualcuno comincia spesso per ridurlo a uno zero” – così la Venerabile Marthe Robin, mistica francese che aggiunge: “Non bisogna guardare la Croce, ma Gesù sulla Croce”.

“Il prototipo, l’esemplare su cui bisogna rispecchiarsi e modellare la vita nostra è Gesù Cristo, ma Gesù ha scelto la croce e perciò egli vuole che tutti i suoi seguaci devono battere la via del calvario, portando la Croce per spirarvi su di essa.

Solo per questa strada si perviene alla salvezza”. (S. Pio da Pietrelcina)

L’icona del Crocifisso, infatti, ci dice tutto quanto vogliamo sapere sul dolore, sulla morte e sull’amore che salva.

Genoveffa ha percorso il suo itinerario terreno, gravata dalla pesante croce della sofferenza, illuminata dalla cosciente partecipazione alla Passione di Cristo, per completare ciò che ad essa manca a vantaggio di tutta la Chiesa (cfr Col 1,24).

Affermava: “Saper soffrire vuol dire saper amare Gesù;la mia lettura, il mio libro, il mio maestro è solo il Crocifisso”.

L’amore a Cristo sofferente diventava amore per i fratelli, soprattutto sofferenti e bisognosi nello spirito e nel fisico.

“Il giorno sono a disposizione delle anime che mi manda Gesù …; la notte tutta per Gesù, a pregare e soffrire con Gesù”.  

La sua carità spirituale era aperta a ogni sofferenza, pur di giovare alle anime e salvare molti peccatori.

“Sempre unita a Gesù Crocifisso”, è il segreto della straordinaria eroica testimonianza cristiana di Genoveffa che ha potuto scrivere nei suoi pensieri ascetici: “Nel costato di Gesù Crocifisso ho posto la mia vita”.

Genoveffa aveva una grande devozione verso la Passione del Signore.

Le sue indicibili sofferenze le univa a quelle di Nostro Signore per la salvezza delle anime.

Per Genoveffa, nelle sue sofferenze, il Signore era tutto.

11/06/2016                

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Volontaria in carcere da 50 anni

Ecco il giorno tanto atteso, 14 Febbraio 2012, S. Ventino , festa degli innammorati. Non pote­va capitare giorno più felice per fasteggiare i 50 anni di attività di volontariato, nel carcere di Foggia, della nostra Presidente dell' Associazione “Genoveffa De Troia”, signora Anna Rita Nicoletti - Cusenza, una vera “innammorata” del carcere.

Questo giorno mi ha fatto ricordare il tempo trascorso con lei, nella mia attività di volontariato, anche se poco, iniziato circa 15 anni fa (dal 1997).
Infatti dopo la dipartita della mia mamma, avvenuta proprio quell'anno, mi presentai alla signora Anna Rita e misi a disposizione dell1 Associazione di Genoveffa, il mio tempo e la mia professionalità di insegnante.

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Le storie dettate dal cuore

Il claxon della macchina che sopraggiungeva, mi fece fermare di colpo. Seguii la macchina con lo sguardo lasciando che passasse, prima di attraversare la strada.
Quel suono aveva fermato all’ improvviso i pensieri riportandomi alla realtà caotica del pieno centro. L’immagine del visino triste, pallido e macilento, con i grandi occhi chiari, ricolmi di lacrime, di quel bambino che aveva occupato, prepotentemente, i miei pensieri, si andava perdendo pian piano nelle figure che mi circondavano.
Ero di ritorno dalla Casa Circondariale dove, come ogni mercoledì della settimana, ero stata al reparto femminile, per avere i colloqui con le donne recluse. Una domandina quella volta mi aveva incuriosita perché vi era stato aggiunto e sottolineato " urgente parlarti ".

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Il dolore non ha bandiere

Il suono squillante del campanello d’ ingresso mi fece sobbalzare, rompendo il silenzio del mio ufficio vuoto.
Andai ad aprire la porta e mi trovai dinanzi una donna smunta, sofferente e trasandata che non disse una parola ma mi gettò le braccia al collo, scoppiando a piangere .
Il pianto di quella donna, che mi sembrava di non conoscere, mi trasmise tanta tristezza.
Cercai di calmarla e la invitai ad entrare e a sedersi. I singhiozzi non le permettevano di parlare. Mi sedetti accanto e la guardai nei suoi grandi occhi azzurri.

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